Thalictrum illumina di immenso

Se dovessi definire leggerezza ed eleganza con una pianta il mio pensiero andrebbe spontaneamente al Thalictrum. Fra le moltissime varietà di cui disponiamo un ricordo particolare va ad una varietà della quale più di una dozzina d’anni fa rimasi letteralmente folgorato dalla visione e dalla bellezza di un soggetto alto oltre 2 metri di T.delavayi ‘Splendide’, nel vivaio Jacob a Vriescheloo nel nord Olanda, un vivaio altamente specializzato nelle piante perenni. Ero con lo sguardo nell'obiettivo della mia reflex attento a non inciampare quando mi trovai al cospetto di una meraviglia botanica. Era fiorito in una moltitudine di minuscoli fiori viola/lilla che sembravano avvolgere e contaminare anche le piante vicine. Una vera scoperta, un colpo di fulmine che ancora ricordo nell'emozione del momento. Inutile confessare che il ritorno a casa fu in compagnia di un esemplare di quel Thalictrum. Esperienza analoga fu nel 2010 con un T. flavum ‘Illuminator’ sempre in Olanda durante la visita al vivaio Fahner a Deurningen. La pianta, alta circa un metro e mezzo, era un punto luce di un giallo ipnotico che sfumava nei contorni indefiniti.

In Italia la pianta cresce spontanea nelle zone fresco-umide, dai boschi di montagna alla pianura. Particolarmente diffuso è il T.flavum, conosciuto con vari nomi. Uno dei più comuni è pigamo giallo o rabarbaro di campo (nella medicina popolare). In ambito tessile si utilizzavano le radici di questa pianta per tingere di giallo le stoffe. Altra specie spontanea più diffusa nei rilievi è il T.aquilegifolium L. conosciuto col nome di pigamo colombino, i cui fiori sono soffici piumini rosa, bianchi o violacei. Nei nostri giardini di pianura la pianta va sistemata a mezz’ombra nel posto più fresco del giardino poichè teme il sole diretto che brucerebbe sia i fiori che le tenere foglie verde/ceruleo, molto simili a quelle del capelvenere, ma più delicate (il che non significa che non sia pianta molto robusta, visto che resiste fino a meno 20, e molto longeva). L'ombra dovrà essere alta per garantire comunque la necessaria luminosità, pena la stentata fioritura estiva. Questa inizia a maggio-giugno nel T.aquilegifolium con i piccoli fiori simili a dei pompon. Sono in realtà privi di petali e sono formati da stami gialli bianchi o viola raggruppati a formare dei folti ciuffi. La fioritura del T.delavayi è un po' più tarda ed ha un aspetto altrettanto aereo con i fiori portati su lunghi steli (abbastanza robusti da non richiedere tutori) che si aprono in una miriade di raffinate campanelline pendule dal colore lilla con stami gialli.

Il terreno ideale è umifero, tendenzialmente fresco umido e ben drenato. La manutenzione richiesta è minima: si asportano gli steli sfioriti lasciandone soltanto uno se si desidera tentare che si autosemini e il fogliame non asportato fungerà da pacciamatura invernale fino a decomporsi. Gli accostamenti con altre piante sono molti e proporzionali alle tante e differenti varietà di Thalictrum. Ecco le piante che ho impiegato sperimentando dei felici abbinamenti: Acanthus, Actaea, Alchemilla, Anemone japonica ed hupehensis, Aruncus, Astilbe, Digitalis, Eupatorium, Geranium, Heuchera, Hosta, Persicaria, Saxifraga stolonifera, Symphytum. Tra le numerose varietà alla vendita in vivaio ne ricordo alcune davvero apprezzabili: T.'Anne' ®, T.aquilegiifolium 'Album', T. aquilegiifolium 'Purpureum', T.delavayi 'Hewitts Double', T.delavayi 'Splendide White'  ®, T.flavum 'Illuminator.