Riscoprire le Bergenia

Perché lamentarsi delle zone d'ombra in giardino, in quanto considerate posizioni ostili per molte piante, quando possiamo attingere da tante varietà di bergenia? Da sole basterebbero a risolvere i problemi di zone anche poco illuminate, difficili da raggiungere per essere irrigate, con terreno povero o troppo drenante o troppo stagnante. Eppure, come spesso succede senza una ragione precisa, le bergenie appartengono alla categoria delle piante del ricordo, quelle che si piantavano nei parchi di antiche ville, ai bordi della peschiera o in vasche di pietra da cui decombevano, nei fossi di campagna vicino a casa, negli orti / giardino delle nonne. La loro popolare diffusione era figlia di momenti di ristrettezze economiche: le bergenie si riproducevano velocemente e con sicuro successo a costo zero tramite divisione.  Della famiglia delle Saxifraghe, erano un tempo chiamate Megasea, successivamente rinominate in Saxifraga crassifolia.  Sono piante perenni rizomatose dal fogliame decorativo molto persistente (alcuni bordati di peluria come per le ciliate) e dalle copiose fioriture di fine inverno; quanta soddisfazione lo sbocciare dei piccoli e generosi fiori quando ancora il giardino tace…

La manutenzione è ridotta al minimo: per tenerle ordinate è sufficiente asportare qualche foglia secca ed eventuali rizomi disordinati che fuoriescono dal terreno. 

In vivaio sono state selezionate una cinquantina di varietà. Segnalo B.pacumbis 'Piggy', da noi così battezzata per le grandissime foglie di 30-35 cm. teme un po' il gelo.  Altre meraviglie: B. 'XXL', selezionata dal collega Brown, B. Dragonfly ‘Angel Kiss’, B. ‘Oeschberg’, B.‘Nebellicht’ e la vigorosissima ‘Godfrey Owen’. In giardino le possiamo trovare accompagnate da Astilbe, Asarum, Brunnera, Carex, Epimedium, Felci, Helleborus, Leucojum, Lamium, Narcissus, Primula, Vinca.

Tollerano qualsiasi terreno anche se amerebbero maggiormente quello fresco e sciolto. 

Esiste un nesso bergenia-lumache che fortunatamente non è strettamente legato a soddisfare il bisogno di cibo...Parecchi anni fa ricevetti un ordinativo di oltre 2000 (!) bergenie, destinazione Sardegna. Preoccupato che il cliente avesse sbagliato pianta visto che l'assolata isola non è esattamente il loro habitat naturale, gli telefonai per sincerarmene.  La mia perplessità crebbe ancor più quando mi disse che gli servivano come piante da ombra. Spiegai che l'altezza della bergenia riusciva a far ombra giusto alle sue stesse radici. Replicò che invece facevano proprio al caso suo...servivano ad ombreggiare l'allevamento di lumache! Le bergenie ebbero un'altra occasione per sorprendermi.

Ci riuscirono con Henry Cocker, grande botanico e giardiniere inglese che negli anni '60 lavorò anche in Veneto. Egli allestì un'aiuola spartitraffico con sole bergenie che, a dispetto del mio scetticismo, dimostrarono di gradire quella collocazione all'asciutto e dimenticate dalla pubblica amministrazione crescendo rigogliose per decenni. 

Questa loro importante funzione di copri suolo ci aiuta nella bassa manutenzione di quelle aree del giardino difficili da raggiungere. 

Invito dunque gli appassionati giardinieri a riscoprire anche le bergenie assieme ad altre piante della memoria spesso dimenticate come fiordalisi, zinnie, limnanthes douglasii, heliotropium...  Rincorrere le novità è stimolante quanto lo è recuperare le piante della nostra storia: un giardino appare originale ed innovativo anche quando il bravo giardiniere sa impiegate e valorizzare piante tradizionali.

Articolo pubblicato sulla rivista mensile “VILLEGIARDINI” del mese di marzo 2021